Mercoledì la Commissione europea ha presentato un piano per ridurre la burocrazia nelle leggi sulla privacy e sul digitale, nel tentativo di aprire la strada all’innovazione made in Europe nel campo dell’intelligenza artificiale, come sollecitato anche dal rapporto curato da Mario Draghi.
Il pacchetto di semplificazione digitale, che comprende proposte legislative per importanti cambiamenti alla politica tecnologica dell’UE e una nuova strategia per l’Unione dei dati, punta in gran parte a liberare dati da utilizzare nell’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale.
Durante la conferenza stampa di presentazione del pacchetto, il commissario europeo per l’Economia Valdis Dombrovskis ha quantificato l’impatto delle nuove misure: secondo le stime della Commissione, “l’omnibus digitale potrebbe portare ad almeno 1 miliardo di euro di risparmi annuali per le imprese, le amministrazioni pubbliche e i cittadini” e generare “circa 1 miliardo di euro di risparmi una tantum”.
Dombrovskis ha aggiunto che, sommando le proposte omnibus e le altre iniziative di semplificazione, “i risparmi amministrativi annuali totali arriverebbero a 9,6 miliardi di euro”, contribuendo in modo significativo all’obiettivo complessivo di 37,5 miliardi entro la fine del mandato della Commissione.
“Abbiamo fissato l’obiettivo di ridurre i costi amministrativi del 25% per tutte le aziende e del 35% per le Pmi”, ha ricordato.
Da parte sua la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen, ha descritto l’obiettivo del pacchetto come quello di creare “spazio affinché l’innovazione possa realizzarsi e essere commercializzata in Europa”.
Intervenendo in conferenza stampa, Virkkunen ha parlato anche delle azioni dell’esecutivo in merito ai sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, chiarendo che la Commissione intende fissare “una data limite chiara”, prevedendo “al più tardi dicembre 2027” come termine massimo per l’entrata in vigore della norma, con un ritardo “inferiore a un anno e mezzo” rispetto a quanto previsto originariamente. Virkkunen ha spiegato che gli organismi di standardizzazione “sono molto in ritardo” nel definire gli standard necessari e che quindi non è possibile rispettare le scadenze iniziali. Per questo, la Commissione propone che l’entrata in vigore di quella parte dell’AI act sia attivata solo quando “avremo sul tavolo tutti gli strumenti necessari per supportare la nostra industria”.
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Tra le principali modifiche legislative proposte, la Commissione punta anche a intervenire sul Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), con l’obiettivo di chiarire quando sia possibile utilizzare dati personali per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Attualmente le aziende necessitano spesso del consenso degli utenti, ma la normativa non definisce in modo chiaro come questo principio si applichi alla formazione dei sistemi di IA. La nuova proposta consentirebbe esplicitamente di utilizzare i dati senza previo consenso, a condizione che gli interessi legittimi delle imprese non prevalgano sui diritti fondamentali delle persone.
La proposta interviene anche sulla definizione di dato personale, restringendo l’ambito di applicazione del GDPR ai casi in cui il titolare dispone di mezzi ragionevoli per identificare una persona specifica.
Come sottolinea Euractiv.com, le fughe di notizie sulla proposta hanno suscitato reazioni critiche da parte di esperti e attivisti della privacy, che temono un indebolimento significativo delle tutele, in particolare nello spazio pubblicitario online.
A fronte delle polemiche, il commissario per la Giustizia Michael McGrath ha sottolineato che l’obiettivo della Commissione è mantenere “un elevato livello di tutela dei diritti fondamentali”, pur raggiungendo gli obiettivi di semplificazione e competitività. In conferenza stampa ha descritto le modifiche come “emendamenti mirati”, precisando che “si tratta di chiarimenti di concetti e principi già esistenti, e non di una riapertura del GDPR”, il cui “nucleo resta pienamente intatto”.
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McGrath ha spiegato che le nuove norme mirano ad “armonizzare, chiarire e semplificare l’applicazione del GDPR”, tutelando al tempo stesso l’innovazione tecnologica, incluso lo sviluppo dell’IA europea. Il commissario ha ricordato che le modifiche proposte arrivano dopo un lungo confronto con operatori e Stati membri e che “in termini semplici, il GDPR funziona”, ma sono necessari aggiustamenti per “armonizzare ulteriormente l’applicazione” e semplificare alcuni obblighi.
La riforma delle leggi sui dati e la nuova strategia sui dati intendono favorire la creazione di un mercato europeo dei dati non personali, considerato un altro pilastro per stimolare l’innovazione basata sull’intelligenza artificiale. Tra gli obiettivi figura anche una migliore protezione delle informazioni europee trasferite all’estero, grazie a misure “anti-fuga” pensate per rafforzare la tutela dei segreti commerciali.
Entrando nel merito dell’addestramento dell’IA, McGrath ha chiarito che i dati personali “possono essere utilizzati nello sviluppo, sempre nel rispetto delle rigorose garanzie GDPR”, e che le organizzazioni potranno basarsi sull’interesse legittimo per trattare dati a questo fine. Ha inoltre annunciato modifiche ai banner dei cookie per permettere agli utenti di “esprimere vere scelte”, accettando o rifiutando i cookie “con un solo clic”, con l’obbligo per le organizzazioni di rispettare questa scelta per sei mesi. La Commissione prevede anche nuovi casi a basso rischio in cui non sarà richiesto il consenso per raccogliere dati dai dispositivi connessi, ad esempio per garantire o ripristinare la sicurezza del dispositivo.
Il pacchetto, tuttavia, è destinato ad affrontare forti tensioni politiche in Parlamento, dove i partiti progressisti hanno immediatamente criticato i tagli alla privacy emersi dalle prime versioni della proposta, delineando così un confronto che appare sempre più polarizzato tra sinistra e destra.
Le proposte omnibus dovranno ora passare all’esame dei colegislatori, Parlamento europeo e Consiglio, un processo che potrebbe richiedere diversi mesi prima della trasformazione in legge.

